martedì 24 marzo 2020

Nuovo BUY - Dividendo 5,2% e target +56% - Un leader farmaceutico globale in corsa per il vaccino per il COVID-19


Approfittando delle quotazioni favorevoli, inseriamo oggi in portafoglio una nuova società farmaceutica Usa ad elevato dividendo che ha annunciato nei giorni scorsi una importante join venture con una azienda biofarmaceutica tedesca specializzata in immunoterapia, per sviluppare congiuntamente un vaccino per il COVID-19.

I principali mercati azionari internazionali hanno vissuto un'altra settimana difficile, seguendo di pari passo la diffusione globale della pandemia di coronavirus. In particolare nelle ultime cinque sedute, l'indice S&P500 ha evidenziato una flessione del 14,9%, tornando ai livelli di gennaio 2017 e cercando affannosamente un nuovo minimo su cui stabilizzarsi. Dai massimi del 19 febbraio scorso, l'indice mostra ora una flessione del 31,9%, segnando di fatto il dodicesimo peggiore bear market dal 1929 ad oggi. E' finita questa fase? Siamo già al fondo oppure proseguirà il trend in calo? Nessuno è in grado di prevedere quale sarà il picco minimo. Con una perdita ulteriore del 15% dai livelli attuali si arriverebbe ad un -40% complessivo. Con una perdita ulteriore del 30% dai livelli attuali si arriverebbe ad un -50% complessivo. In ogni caso, livelli di perdite a -40% o -50% si sono già verificati in passato e fanno parte della storia del mercato azionario. 

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Secondo uno studio pubblicato in questi giorni da Ben Carlson, acquistare azioni ai minimi di tutti i precedenti bear market si è sempre confermato come un ottimo affare, anche dopo il pesantissimo ribasso del 1929-1932 in cui Wall Street aveva segnato -86,2%. Leggi l'approfondimento su dividendi.org cliccando su:


Sicuramente il mercato sta scontando un grande pessimismo degli investitori per l'andamento dell' economia mondiale. L'indice della paura e avidità Fear & Greed (fonte CNN) è attestato ad 8 (estrema paura),  un livello particolarmente basso, anche se in miglioramento rispetto ai minimi di 2 della scorsa settimana. 

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A peggiorare le cose, si sono aggiunti alcuni report diffusi in questi giorni, con previsioni economiche fosche per i prossimi mesi. In particolare Goldman Sachs ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell'economia Usa per il prossimo trimestre, passando dal precedente -5% ad un più pesante -24%, dato che prelude ad una imminente recessione. Il ribasso del listino è stato amplificato anche da una forte compressione dei multipli. Il rapporto prezzo utili atteso (forward price earning) dell'indice S&P500 è sceso da oltre 18 volte di un mese fa, a 13,3 volte delle ultime rilevazioni, con il rendimento medio da dividendo raddoppiato, dal 1,8% di febbraio al 3,7% di oggi. Il rating medio degli analisti sui 500 titoli dell'indice è attualmente pari a 2,1 BUY, con un target medio a 12 mesi pari a +75,2%, uno dei livelli più alti degli ultimi 10 anni. 

In sintesi, le quotazioni di questi giorni esprimono una sommatoria di notizie negative come non si vedeva da diversi anni, arrivate tra l'altro in un momento in cui i prezzi evidenziavano già segnali di sopravvalutazione, dopo 11 anni consecutivi di rialzi e guadagni superiori, che hanno fatto da leva in senso opposto nel breve termine.

Nonostante la difficile situazione di queste settimane, le attuali quotazioni evidenziano per la prima volta dalla crisi del 2008-2009 valutazioni particolarmente appetibili su gran parte delle società da noi monitorate. In particolare, ben 56 delle 65 società che compongono attualmente il nostro portafoglio Top Analisti presentano oggi un rating BUY e una valutazione di quattro o cinque stelle da parte di Morningstar. Nel marzo 2009, quando si erano verificate condizioni simili a quella attuale, con un outlook fortemente negativo, partiva improvvisamente uno dei bull market più lunghi della storia, con un rialzo di +400% fino a febbraio 2020.

La sensazione è che nei prossimi mesi potremmo assistere ad un rapido mutamento del sentiment degli investitori, di pari passo ad eventuali notizie positive in merito alla riduzione della pandemia, con possibili rapidi e significativi rialzi dei listini, approfittando dei forti sconti accumulati in questo periodo. Un altro aspetto a cui probabilmente assisteremo a breve sarà un rilancio globale delle grandi acquisizioni e fusioni in borsa. Gli enormi capitali accumulati in questi anni e mantenuti in strumenti di liquidità a causa delle quotazioni elevate, scateneranno una corsa allo shopping da parte dei grandi investitori su aziende leader globali, che passeranno di mano approfittando della debolezza e dei prezzi ribassati creati da questa crisi. Questo fattore potrebbe generare un ulteriore effetto leva che contribuirà a ripristinare il toro sui mercati.

In questo contesto, il mercato attuale consente un approccio positivo, anche se con cautela. A nostro avviso si tratta di una situazione da sfruttare, adatta per investimenti rateali, diluendo gli acquisti in più occasioni e  reinvestendo progressivamente tutti i dividendi incassati in questo periodo per sfruttare l'effetto derivante dall'interesse composto. Approfittando della liquidità disponibile proveniente dagli ultimi dividendi percepiti, nel report di oggi iniziamo una nuova posizione su una importante società farmaceutica internazionale, che vanta alle attuali quotazioni forti potenziali di crescita, dividendi ai massimi storici e multipli a sconto. Il farmaceutico è uno dei settori che risente meno nelle fasi recessive, in quanto la domanda globale di farmaci risulta scollegata da eventuali crisi economiche in quanto bene collegato con la salute umana. Vediamo ora nel dettaglio le variazioni da apportare ai nostri tre modelli di portafoglio, inclusi nell’abbonamento di Secondo Livello da 19,99 euro mensili sottoscrivibile con carta di credito o bonifico bancario online.

venerdì 20 marzo 2020

Comprare ai minimi - Quanto hanno guadagnato le azioni Usa dopo i maggiori bear market della storia

Dopo un veloce ribasso di circa il 30% in un solo mese, la borsa Usa sta segnando in questo momento il tredicesimo peggiore bear market della sua storia (ribassi di oltre il 20%). E' finita questa fase? Siamo già al fondo oppure proseguirà il trend in calo? Nessuno è in grado di prevedere quale sarà il picco minimo. Con una perdita ulteriore del 15% dai livelli attuali si arriverebbe ad un -40% complessivo. Con una perdita ulteriore del 30% dai livelli attuali si arriverebbe ad un -50% complessivo. In ogni caso, livelli di perdite a -40% o -50% si sono già verificati in passato e fanno parte della storia del mercato azionario. Secondo uno studio pubblicato in questi giorni da Ben Carlson, acquistare azioni ai minimi di tutti i precedenti bear market si è sempre confermato come un ottimo affare, anche dopo il pesantissimo ribasso del 1929-1932 in cui Wall Street aveva segnato -86,2%.

fonte Ben Carlson

La tabella sopra mostra le performance, dopo un anno dai minimi, tre anni dai minimi e 5 anni dai minimi per ciascuno dei 13 ribassi. Come si evidenzia, proprio il peggiore, iniziato il 7 settembre 1929 e terminato il 1 giugno 1932 (33 mesi), concluso con -86,2%, mostrava dopo un anno una performance positiva di +162,9%, dopo tre anni di +170,5% e dopo 5 anni di +344,8%. Complessivamente, dopo tutte le fasi negative della storia a Wall Street sono sempre seguiti anni di forte rialzo. Anche se è quasi impossibile cogliere sempre i picchi minimi per investire, comprare rateizzando magari in più volte dopo periodi di forti ribassi, ha garantito nel passato ritorni particolarmente elevati nel lungo termine. I bear market hanno tutti una cosa in comune. Prima o poi finiscono!

Paolo Crociato
DIVIDENDI.ORG

martedì 17 marzo 2020

REPORT SPECIALE crisi mercati - Le migliori società mondiali a dividendo in svendita totale



"Il momento di massimo pessimismo è il migliore per comprare e il momento di massimo ottimismo è il migliore per vendere" - Sir John Templeton

L'emergenza globale provocata dal coronavirus sta causando forti contraccolpi su tutti i principali mercati azionari internazionali, con diffusi e pronunciati ribassi, alternati a rimbalzi anche significativi, tutti concentrati in poche sedute di borsa. Dopo 11 anni consecutivi di rialzi quasi ininterrotti, i multipli e i fondamentali delle azioni internazionali risultavano particolarmente elevati e vulnerabili a qualsiasi notizia negativa. Il coronavirus, con i suoi effetti devastanti per molti settori dell'economia mondiale, è stata di fatto la scintilla che ha fatto scoppiare la bolla, innescando e amplificando la velocità della correzione. E' probabile che anche senza il coronavirus i mercati avrebbero prima o poi trovato altri pretesti o notizie negative per innescare un ribasso e riequilibrare i valori interrompendo la lunga fase di rialzi a cui abbiamo assistito.

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Valore attuale indice della paura e avidità: 3 (estrema paura)
Valore indice della paura e avidità 1 anno fa: 65 (avidità)

In particolare, l'indice S&P500, che raggruppa le 500 aziende maggiormente capitalizzate a Wall Street è sceso dal picco massimo di 3.386,15 punti del 19 febbraio 2020 a 2.480,64 punti del 12 marzo 2020, con un ribasso del 26,7% in meno di un mese, entrando di fatto in un bear market, che interrompe il lungo ciclo di bull market iniziato nel 2009. Ricordiamo che si definisce come bear market una fase di mercato con una perdita complessiva superiore al 20% dal precedente picco massimo. Anche considerando il forte recupero di venerdì 13 marzo, con l'indice S&P500 in recupero di +9,29% in una sola seduta, limando la perdita complessiva a -19,93% dal picco massimo, siamo ora in un nuovo bear market. Quanto potrebbe durare questa fase? Abbiamo già toccato il fondo oppure il ribasso è destinato a proseguire? Per cercare di analizzare questo nuovo ciclo, ci siamo basati sulla intera storia di questo indice a Wall Street e abbiamo formulato delle previsioni sulla base delle medie storiche degli ultimi 90 anni.

L'analisi completa, con relative tabelle e grafici è consultabile su DIVIDENDI.ORG cliccando su:
Wall Street - Quanto durerà il ribasso? Analisi dei maggiori Bull & Bear market della storia

Il dato principale dello studio evidenzia che dal 1926 ad oggi ci sono stati ben 25 bear market, con una perdita media di -35% ciascuno, e una durata media di 10 mesi. Contestualmente però ci sono stati anche 25 bull market, con un guadagno medio di +103% ciascuno e una durata media di 31 mesi. In sintesi, in quasi un secolo di borsa, ogni 3,6 anni si sono verificate fasi fortemente negative per i mercati, ma complessivamente l'indice ha messo a segno un guadagno complessivo pari a +10370% senza considerare i dividendi, e a +302734% considerando il reinvestimento dei dividendi, con un rendimento pari al 9,3% annuo composto per 91 anni consecutivi.

In sintesi, ancora una volta si evidenzia come i dividendi costituiscano la parte più stabile e la componente maggiore per la performance di lungo periodo. Potendo ignorare le perdite di queste settimane e guardando solo le entrate in cassa, avremmo notato una grande stabilità di flussi di dividendi incassati, indipendentemente dall'andamento particolarmente volatile degli indici azionari. La tabella sotto indica gli ultimi dividendi incassati per il portafoglio Top Analisti dal picco massimo del 19 febbraio scorso ad oggi.

Prospetto Dividendi incassati dal 19 febbraio ad oggi
(per visualizzare tutti i nomi dei titoli PASSA AL LIVELLO 2)

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Per cercare di sostenere il mercato in questa difficile fase, domenica scorsa la FED ha annunciato un maxi taglio dei tassi di un punto, portandoli vicini allo zero, abbinato ad un maxi piano di immissione di liquidità con un nuovo programma di acquisti di titoli per 700 miliardi di dollari. Su queste basi, vediamo ora nel dettaglio le variazioni da apportare ai nostri tre modelli di portafoglio, inclusi nell’abbonamento di Secondo Livello da 19,99 euro mensili sottoscrivibile con carta di credito o bonifico bancario online.

Portafoglio Top Analisti

Descrizione portafoglio Top Analisti: Questo particolare portafoglio è attualmente uno dei più replicati dai nostri abbonati, e racchiude  in un unico modello le raccomandazioni di un pannello di alcuni tra i maggiori analisti e Guru internazionali, presenti nelle migliori classifiche di reddito e performance. Composto attualmente da oltre 60 società internazionali quotate sul Nyse e sul Nasdaq, Top Analisti si è trasformato nel corso degli anni in una vera macchina da reddito, con oltre 250 cedole accreditate ogni anno ai partecipanti e un dividendo incassato in quasi ogni giorno lavorativo dell’anno. Nel file PDF relativo al portafoglio, aggiornato ogni settimana e scaricabile ad inizio report, è indicata la percentuale investita su ogni titolo. In questo modo, ciascun abbonato può replicare il portafoglio con precisione, con importi superiori o inferiori a quelli indicati, semplicemente aumentando o diminuendo le singole quantità da acquistare per ogni titolo con la stessa proporzione suggerita nel modello.

Fondamentali portafoglio Top Analisti: Sulla base delle ultime chiusure di borsa, il  portafoglio presenta un dividendo medio atteso pari al 4,2% annuo. Il price earning medio del portafoglio è pari a 13,1 volte gli utili attesi per il prossimo anno (Forward P/E). Il Pay Out medio è pari allo 0,6. Il Pay Out indica la percentuale dell’utile annuo destinata agli azionisti come dividendo. In generale, preferiamo società che mantengono livelli di Pay Out più contenuti, a garanzia di ulteriori incrementi delle cedole anche per il futuro. Attualmente il portafoglio presenta una rischiosità inferiore al mercato, con un Beta pari a 0,9. Il Beta è una misura del rischio di una azione e misura la variazione attesa del rendimento del titolo per ogni variazione di un punto percentuale del rendimento di mercato. Una azione con un Beta superiore a 1 tende ad amplificare i movimenti di mercato (il titolo è più rischioso del mercato). Al contrario, una azione con Beta compreso tra 0 e 1 tende a muoversi nella stessa direzione del mercato (il titolo è meno rischioso del mercato).

Potenziale portafoglio Top Analisti a 6-12 mesi+47,7% (43,5% target medio analisti +4,2% dividendo medio) secondo le valutazioni medie di 12 analisti internazionali, con un rating medio dei titoli pari a BUY (2,2), in una scala da 1 Strong Buy a 5 Sell. Complessivamente, le 65 società che compongono il nostro modello Top Analisti mostrano un potenziale pari a +43,5% nella rilevazione odierna, a cui si aggiunge un dividendo medio del 4,2% annuo, per un totale di incremento stimato pari +47,7%.

Su queste basi, in seguito alla particolare situazione di debolezza sui mercati, nel report di oggi abbiamo elaborato un nuovo prospetto Excel, classificando le 65 società appartenenti al portafoglio Top Analisti in base al giudizio degli analisti, evidenziando in particolare il rating assegnato da Morningstar, con le relative valutazioni da una a cinque stelle, in modo da sfruttare gli eccessi di sconto per considerare eventuali investimenti o accumulo di posizioni sulle società più interessanti come prospettive. Ricordiamo che Morningstar assegna il rating massimo a quattro e cinque stelle per quelle società che quotano a prezzi sensibilmente inferiori al fair value, ovvero il valore intrinseco calcolato dagli analisti, un rating a tre stelle per quelle società che quotano a prezzi in linea con il fair value, un rating a due stelle per quelle società che quotano sopra il fair value e una stella per quelle società che quotano sensibilmente sopra il fair value.

Top Analisti - Un portafoglio a dividendo a forte sconto
(per visualizzare tutti i nomi dei titoli PASSA AL LIVELLO 2)


Come si evidenzia dalla tabella, ben 50 delle 65 società, pari al 77% del portafoglio si trovano attualmente in area di sottovalutazione (19 titoli a 5 stelle e 31 titoli a quattro stelle), con un potenziale oscillante da un minimo di +9% fino ad un massimo di +279% rispetto al valore intrinseco calcolato. Tra queste, segnaliamo in particolare alcune aziende a basso rischio, leader per dividendo con oltre 15 anni consecutivi di crescita della cedola, aumenti messi a segno anche durante la precedente crisi finanziaria e recessione del 2007-2009, tutte interessanti da considerare alle attuali quotazioni di borsa.

Movimenti di oggi per il portafoglio Top Analisti:

Acquisti: nessuno - Titoli caldi (interessanti per coloro che iniziano a costruire un portafoglio o per mediare i corsi su posizioni già presenti)

Altria Group - quotato sul Nyse con simbolo MO
Leader mondiale nel settore del tabacco, vini e birra
Dividendo 8,4% in crescita da 50 anni consecutivi
Potenziale di crescita +35%

Emerson Electric - quotato sul Nyse con simbolo EMR
Leader mondiale nel settore delle tecnologie per clima, refrigerazione e automazione industriale
Dividendo 4% in crescita da 63 anni consecutivi
Potenziale di crescita +51%

Walgreens Boots Alliance - quotato sul Nasdaq con simbolo WBA
Network mondiale con 18.000 farmacie nel mondo
Dividendo 4% in crescita da 44 anni consecutivi
Potenziale di crescita +41%

Aflac Incorporated - quotato sul Nyse con simbolo AFL
Primaria compagnia assicurativa vita operante in Usa e Giappone
Dividendo 3% in crescita da 38 anni consecutivi
Potenziale di crescita +67%

Chevron - quotato sul Nyse con simbolo CVX
Primaria società petrolifera operante in tutto il mondo
Dividendo 6,2% in crescita da 33 anni consecutivi
Potenziale di crescita +38%

Omega Healthcare Investors Inc - quotato sul Nyse con simbolo OHI
Fondo immobiliare (REIT) operante in immobili nel settore della salute
Dividendo 10,8% in crescita da 17 anni consecutivi
Potenziale di crescita +44%

sabato 14 marzo 2020

Wall Street - Quanto durerà il ribasso? Analisi dei maggiori Bull & Bear market della storia


I forti timori per gli impatti economici a livello globale dell'epidemia di coronavirus ha causato nell'ultima settimana una rapida discesa di tutti i principali listini azionari mondiali. In particolare, l'indice S&P500, che raggruppa le 500 aziende maggiormente capitalizzate a Wall Street è sceso dal picco massimo di 3.386,15 punti del 19 febbraio 2020 a 2.480,64 punti del 12 marzo 2020, con un ribasso del 26,7% in meno di un mese, entrando di fatto in un bear market, che interrompe  il lungo ciclo di bull market iniziato nel 2009. Ricordiamo che si definisce come bear market una fase di mercato con una perdita complessiva superiore al 20% dal precedente picco massimo. Anche considerando il forte recupero di venerdì 13 marzo, con l'indice S&P500 in recupero di +9,29% in una sola seduta, limando la perdita complessiva a -19,93% dal picco massimo, siamo ora in un nuovo bear market. Quanto potrebbe durare questa fase? Abbiamo già toccato il fondo oppure il ribasso è destinato a proseguire? Per cercare di analizzare questo nuovo ciclo, basiamoci sulla intera storia di questo indice a Wall Street.

Tutti i bear market della storia

Dal 1929 ad oggi ci sono stati 25 bear market
La durata media è stata pari a 10 mesi, con un minimo di 1,9 mesi e un massimo di 21 mesi
La perdita media di ogni bear market è stata pari a -35% (la minore nel 1949, con -21% e la maggiore nel 1932 con -61%)
La frequenza media è stata pari a un nuovo bear market ogni 3,6 anni (l'ultimo bear market si è concluso 11 anni fa, nel marzo 2009)

fonte gold-eagle.com
Tutti i bull market della storia 

Osservando invece i bull market (fasi di mercato con rialzi superiori al 20%), notiamo che:

Dal 1929 ad oggi ci sono stati 25 bull market
La durata media è stata pari a 31 mesi, con un minimo di 0,8 mesi e un massimo di 150 mesi
Il guadagno medio di ogni bull market è stato pari a +103% (la minore nel 1940, con +21% e la maggiore nel 1987 con+582%)
La frequenza media è stata pari a un nuovo bull market ogni 3,6 anni (l'ultimo bull market si è concluso 1 mese fa, nel febbraio 2020)


Risultati:

Come si evidenzia dall'analisi, dal 1929 ad oggi ci sono stati complessivamente 50 cicli di mercato, di cui 25 al rialzo, con un guadagno medio di +103,5% ciascuno, e una durata media di 31 mesi, e 25 cicli al ribasso, con una perdita media di -35% e una durata media di 10 mesi. In sintesi, dal 1929 ad oggi, nonostante le 25 fasi di ribasso, il guadagno totale dell'indice S&P500 è stato pari a +10370% senza considerare i dividendi, e a +302734% considerando il reinvestimento dei dividendi, con un rendimento pari al 9,3% annuo composto per 91 anni consecutivi. 

Ma quanto potrebbe durare il bear market attuale? Ipotizzando che l'attuale fase di ribasso sia in linea con le precedenti medie storiche, teoricamente, l'indice S&P500 potrebbe scendere ulteriormente fino a 2.200 punti (3.386 picco massimo - 35% (medio) = 2200 punti), con la fine del ciclo verso novembre 2020 (10 mesi medio).

Indipendentemente dal recente ribasso delle quotazioni, come investitori di lungo termine a rendita, non abbiamo subito alcuna riduzione delle rendite mensili da dividendo, che di norma sono poco correlate con i movimenti di borsa di breve termine e permettono di utilizzare le fasi di maggiore volatilità per reinvestire a sconto, accumulando ulteriore reddito, sfruttando il potente effetto dell'interesse composto.

Paolo Crociato
DIVIDENDI.ORG

martedì 10 marzo 2020

Dieci società internazionali a forte sconto - Dividendo 11% e potenziali al 40% dai minimi di questi giorni


Dopo le ampie correzioni di queste ultime settimane, pubblichiamo il nuovo aggiornamento mensile del nostro popolare portafoglio Top Dividend, composto da dieci società Usa selezionate con particolari criteri di ricerca e revisione tra quelle con i dividendi più elevati.

In questi ultimi giorni di emergenza globale coronavirus, che hanno provocato forti flessioni su tutti i mercati azionari internazionali, vale la pena di ricordare una delle più famose definizioni sulla borsa, scritta nel lontano 1965 da Benjamin Graham, considerato a ragione come uno dei massimi esperti della storia a Wall Street. Grande maestro e amico per una vita di Warren Buffett, Graham affermava:
"Il mercato è come un pendolo, che oscilla continuamente tra un ottimismo insostenibile (che rende le azioni troppo costose) e un pessimismo ingiustificato (che le rende troppo economiche). L'investitore intelligente è un realista che vende azioni agli ottimisti e acquista azioni dai pessimisti".

Mai come in questi ultimi giorni questa importante definizione risulta di grande attività. Osservando il grafico sotto (fonte CNN), "il pendolo" viene rappresentato da un indice denominato Fear & Greed, ovvero indice della paura e avidità, aggiornato a venerdì scorso, e realizzato in base a sette importanti indicatori del sentiment degli investitori. Come possiamo notare, il pendolo si è spostato ora sul livello 6 rosso, in un'area definita come "estrema paura". Solamente un mese fa, l'indicatore era attestato sul livello 60 verde, nell'area esattamente opposta, in una zona definita come "avidità", evidenziando un completo ribaltamento dello stato d'animo degli investitori in soli 30 giorni. Secondo le definizioni di Graham, ci troviamo ora in una fase estrema di forte paura, e dovremmo quindi acquistare azioni a piene mani dai pessimisti, che stanno vendendo a qualsiasi prezzo.

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Queste valutazioni sono confermate dai rating più recenti attribuiti dagli analisti alle società che fanno attualmente parte dei nostri portafogli. In particolare, sulle 64 aziende leader che compongono il modello Top Analisti, ben 8 aziende ricevono attualmente da Morningstar il rating massimo di cinque stelle (fortemente sottovalutate) e ulteriori 22 aziende mantengono un rating di quattro stelle (sottovalutate). In sintesi, quasi la metà dei titoli in portafoglio offrono ora un rating BUY, dopo le rapide flessioni di questi ultimi 20 giorni. Anche se in assoluto si tratta di valori scontati come non si registavano da diversi anni, nel giorno dei minimi assoluti del 9 marzo del 2009, che chiudeva la grande crisi del 2008-2009, quasi tutti i titoli del nostro portafoglio si trovavano in area di acquisto, il che non esclude in assoluto che l'attuale fase di ribasso possa ulteriormente amplificarsi nelle prossime settimane, testando ulteriori nuovi minimi relativi. Vista in prospettiva storica, una correzione era sicuramente dovuta per assorbire parzialmente gli effetti di uno dei più lunghi mercati azionari al rialzo, che ha portato l'indice S&P500 dal minimo di 676,53 del 9 marzo 2009 a 3.386,15, con un guadagno di +400,51% in quasi 11 anni, a cui si aggiungono tutti i dividendi incassati nel periodo. Mentre le oscillazioni di queste ultime sedute possono disorientare, i dividendi mantengono al contrario una grande stabilità e in molti casi anche ulteriori crescite. E' il caso ad esempio di Coca Cola, quotata sul Nyse con simbolo KO, presente nel nostro portafoglio senza interruzioni dal 21 luglio 2017 con una performance di +118,6%. Nonostante il titolo sia diminuito in borsa di -8,1% dai suoi massimi storici del 21 febbraio 2020, proprio in questi giorni Coca Cola ha annunciato l'ennesimo aumento del dividendo, con una cedola trimestrale di 0,41 dollari per azione, pari ad un incremento di +2,5% dal precedente dividendo di 0,40 dollari per azione. La cedola sarà pagabile il prossimo 1 aprile, agli azionisti che detengono il titolo al 13 marzo (data ex cedola). Dopo questo aumento Coca Cola vanta ora un track record di 58 anni consecutivi di incrementi del dividendo. Una crescita ininterrotta dal 1962 ad oggi, nonostante gli innumerevoli e gravi eventi negativi come, recessioni, guerre, attentati, e crisi petrolifere avvenute in questo lungo periodo storico. Su queste basi, manteniamo una visione di lungo periodo, concentrando le nostre preferenze per società leader, con forti potenziali di apprezzamento e quotazioni scontate, capaci di generare rendite crescenti anno dopo anno, indipendentemente dalle condizioni di mercato di breve termine. Tra cinque o dieci anni, quando il coronavirus sarà soltanto un ricordo storico, ci ricorderemo della fase di ribasso del 2020 come una delle opportunità interessanti di accumulo su alcune delle migliori aziende mondiali acquistate in svendita, in una fase di forte pessimismo.

In questo contesto, dopo l'aggiornamento di martedì scorso, che includeva l'analisi dei modelli Top Analisti ed ETF Italia, l'edizione di oggi è interamente dedicata al nostro portafoglio Top Dividend, il popolare modello che si compone di dieci titoli quotati a Wall Street caratterizzati da dividendi più elevati e superiori alla media di mercato. In seguito alle flessioni dei prezzi di queste ultime settimane, Top Dividend ha messo a segno un sensibile miglioramento del rendimento da dividendo, passando dal 9,3% di gennaio al 11% annuo della rilevazione di oggi. Si tratta del livello massimo degli ultimi anni e sensibilmente superiore rispetto al 2% medio dell'indice S&P500, che raggruppa le 500 aziende maggiormente capitalizzate negli Stati Uniti. Il risultato è ancora più evidente, considerato che sette aziende tra le dieci che compongono il portafoglio di oggi appartengono proprio al paniere S&P500, confermando la vocazione ad alto rendimento del modello. Complessivamente, nove dei dieci titoli che compongono il modello distribuiscono un dividendo con cadenza trimestrale, e un titolo con cadenza mensile, per complessivi 48 incassi annuali previsti. Obiettivo primario del portafoglio Top Dividend è quello di massimizzare la rendita da dividendi, investendo in un ristretto numero di società quotate a Wall Street con le cedole distribuite più elevate. Come si evidenzia dalla tabella riepilogativa del portafoglio pubblicata più avanti nel report, Top Dividend offre un potenziale complessivo a 12 mesi pari a +48%, tra dividendi previsti e potenziali capital gain (11% dividendo medio annuo +37% target medio analisti). Contestualmente, il rapporto prezzo utili (price earning) dei dieci titoli che compongono il portafoglio è attestato a sole 10,8 volte gli utili previsti per l'anno in corso, un livello sensibilmente inferiore rispetto alle 16,8 volte dell'indice S&P500, confermando una sottovalutazione del modello rispetto al mercato.

Questo portafoglio, partito nel settembre di 20 anni fa, ha messo a segno una performance complessiva record, pari a +773%, contro +194% realizzato dall'indice S&P500 nello stesso periodo, confermando l'efficacia delle strategie a dividendo nel lungo termine, in un intero ciclo di mercato. Top Dividend è un potente strumento che permette di beneficiare di una elevata rendita passiva, abbinata a potenziali capital gain di medio termine. Top Dividend è uno dei tre portafogli internazionali inclusi nel servizio online di Secondo Livello e viene elaborato utilizzando un sofisticato sistema di ricerca in grado di identificare ogni mese un ristretto gruppo di dieci società caratterizzate da dividendi periodici attestati ai massimi livelli e fondamentali a sconto rispetto al mercato.

Approfittando delle valutazioni interessanti, proseguiamo nella nostra strategia indirizzata all'investimento in società caratterizzate da lunghi track record di crescite dei dividendi, reinvestendo con costanza le cedole incassate, e sfruttando il questo modo il potente effetto leva derivante dall'interesse composto. Secondo uno studio realizzato da Morningstar, che prende in considerazione 56 anni di borsa Usa (dal 1960 al 2016), un capitale di 10.000 dollari investito nel 1960 sui titoli a dividendo dell'indice S&P500, si è trasformato a fine 2016 in un importo pari a 2.120.940 dollari, considerando il reinvestimento dei dividendi, contro 385.273 dollari senza i dividendi (vedi grafico sotto), confermando come nel lungo termine gran parte della ricchezza accumulata sia stata generata proprio dai dividendi, spostando in secondo piano i soli capital gain.

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giovedì 5 marzo 2020

Come hanno performato le azioni dopo i mesi di forti ribassi?

Il mese di febbraio appena concluso è stato uno dei peggiori della storia a Wall Street, con l'indice S&P500 che ha segnato un ribasso di -8,4% (dal 01/02/2020 al 29/02/2020) e del 12,3% dal picco massimo del 19 febbraio (dal 19/02/2020 al 29/02/2020). Secondo uno studio pubblicato recentemente da Ben Carlson, ci sono stati nella storia molte occasioni di mesi con performance particolarmente negative. Molti dei mesi con i maggiori ribassi si sono concentrati maggiormente in alcuni periodi storici, come la Grande depressione (1929-1941), il bear market del 1973-74, il lunedì nero di ottobre 1987 e la grande crisi finanziaria del 2007-2009. 

Fonte Ben Carlson
Ma come si sono comportate le azioni un anno, tre anni e cinque anni dopo le peggiori crisi mensili della storia? Ecco le buone notizie dal grafico sotto:

Fonte Ben Carlson
Come si osserva dal grafico, il 56% delle volte il mercato era già in guadagno un anno dopo con un +14,3% medio, il 72% delle volte in guadagno dopo 3 anni con +42,5% medio, e l'80% delle volte in guadagno cinque anni dopo con +94% medio.

Questa statistica ci mostra chiaramente come sia importante mantenere un ottica di lungo termine sfruttando le fasi di maggiore volatilità per investire e accumulare su società leader, caratterizzate da lunghi track record di crescite dei dividendi, a prezzi fortemente scontati.

Ci sono molte società che in questi giorni hanno raggiunto quotazioni particolarmente interessanti. Tra i titoli che stiamo monitorando in questa fase per i nostri portafogli segnaliamo:

Exxon Mobil Corporation - quotato sul Nyse con simbolo XOM
Leader mondiale nel settore petrolifero, proprietaria del famoso marchio ESSO
Dividendo 6,6% e potenziale di crescita +60%

Anheuser-Busch InBev SA - quotato sul Nyse con simbolo BUD
Leader mondiale nella birra, con oltre il 30% del mercato globale e alcuni dei marchi più conosciuti
Dividendo 3,6% e potenziale di crescita +87%

Unum Group - quotato sul Nyse con simbolo UNM
Importante compagnia assicurativa specializzata nel ramo vita
Dividendo 5% e potenziale di crescita +45%

martedì 3 marzo 2020

Nuovo BUY per il portafoglio - Un gigante della salute con potenziali superiori al 100% e 44 anni di crescite dei dividendi

Approfittando delle quotazioni particolarmente favorevoli, nel report di oggi aumentiamo l'esposizione su una importante società internazionale operante nel settore farmaceutico, con un lungo track record di 44 anni consecutivi di aumenti dei dividendi. Il titolo è in calo del 35% negli ultimi 12 mesi e del 22% da inizio 2020. A questi livelli, il price earning è pari a sole 7,8 volte gli utili, uno dei livelli più bassi tra le grandi società del comparto, e tra tutti i titoli quotati a Wall Street.

La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da forti ribassi su tutti i mercati azionari internazionali a causa dei timori per i possibili impatti economici in seguito all'estensione dell'epidemia di coronavirus. In particolare, l'indice S&P500, che raggruppa le 500 aziende maggiormente capitalizzate negli Stati Uniti, ha chiuso venerdì scorso a 2.954,22 punti, con una flessione di -11,5% da venerdì scorso, e di -12,8% dai massimi storici del 19 febbraio scorso, registrando la peggiore performance settimanale degli ultimi 10 anni. Inserendo il movimento in un più ampio contesto storico, si evidenzia come questo tipo di ribassi siano stati piuttosto rari a Wall Street. Secondo uno studio storico pubblicato da Ploutos su Seeking Alpha, su oltre 23.000 sessioni di borsa aperta dal 1928 ad oggi, ribassi superiori al 3% per due giorni consecutivi, come quelli avvenuti tra lunedì e martedì scorso, si sono verificati solamente 40 volte in 92 anni, con una incidenza di appena 0,17% sul totale delle sedute. In particolare, 25 delle 40 volte si sono concentrate nella depressione dal 1929 al 1933, e altre 5 volte nella recessione del 2008.

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fonte Ploutos Seekingalpha

In aggiunta, ribassi superiori al 4% in una giornata, come quello avvenuto giovedì scorso, si sono verificati solamente 51 volte negli ultimi 75 anni. Per completare l'analisi storica vale la pena di confrontare l'impatto del coronavirus sulle borse rispetto ad altre importanti epidemie globali del passato. In questo contesto l'analista John Buckingham ha confrontato le reazioni dei mercati azionari dopo la pubblicazione di alcuni articoli allarmistici apparsi nel passato su importanti giornali internazionali allo scoppio di precedenti epidemie globali (Aids del 1983, Sars del 2003, Aviaria del 2005, H1N1 del 2009 ed Ebola del 2014). Come si evidenzia dalla tabella pubblicata qui sotto, nonostante i titoli drammatici apparsi sui giornali, già 3 mesi dopo la loro pubblicazione, l'indice S&P500 evidenziava in media un guadagno di +4%, salita fino a +480% dal manifestarsi di quegli eventi fino ad oggi.

Titoli dei giornali e rendimenti di borsa
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fonte TPS report - Kovitz Investment Group

In aggiunta, dal 1956 ad oggi, negli Stati Uniti abbiamo assistito a 11 recessioni economiche, in media una ogni 5,8 anni. L'ultima recessione risale al 2008-2009, seguita da un mercato fortemente rialzista che ha portato l'indice S&P500 a quadruplicare il suo valore negli ultimi 12 anni. E' chiaro, che dopo un periodo storico così lungo, caratterizzato da crescite quasi continue, i fondamentali del mercato apparivano particolarmente elevati rispetto alle medie storiche, e l'emergenza coronavirus ha amplificato fortemente una fase di correzione, che molto probabilmente sarebbe comunque arrivata. Risulta importante ricordare che, nonostante le 11 recessioni economiche degli ultimi 65 anni abbinate a innumerevoli fasi di ribasso dei mercati, da gennaio 1956 ad oggi l'indice S&P500 ha messo a segno una crescita complessiva pari a +7364% senza considerare i dividendi, e +49529% considerando i dividendi, con un rendimento annuo pari a +10,2% annuo composto In questo contesto, i dividendi hanno costituito la parte maggiore dei ricavi per gli azionisti nel lungo termine, fornendo maggiore stabilità e minore correlazione con la forte volatilità delle quotazioni di breve termine. In questo contesto, l'attuale fase di ribasso può costituire una interessante occasione per inserire in portafoglio alcune delle più importanti aziende internazionali a dividendo, mediando i corsi o iniziando a costruire nuove posizioni a prezzi fortemente scontati. Certamente è presto per dire che l'attuale ribasso sia stia esaurendo, ed ulteriori cali non sono da escludere nel breve termine, ma il nostro scopo non è quello di investire sempre ai minimi, ma quello di costruire una rendita solida e crescente da dividendi mediante investimenti mirati su alcune aziende leader, capaci di produrre redditi elevati e capital gain superiori, con qualsiasi andamento di mercato, in un ottica di medio lungo termine.

Analizziamo ora i dividendi percepiti a febbraio per il nostro portafoglio Top Analisti. Nel mese appena trascorso abbiamo percepito 21 dividendi, per un controvalore pari a 4.996 dollari, portando il totale complessivo degli ultimi 12 mesi (marzo 2019 - febbraio 2020) a 59.217 dollari, in aumento di +106% rispetto ai 28.771 dollari incassati nel 2010, senza apporti di nuova liquidità nel periodo e reinvestendo esclusivamente i dividendi percepiti. Questo dato conferma il forte trend di crescita cedolare per il modello in atto già da diversi anni, in linea con i nostri obiettivi di produrre nel tempo una rendita passiva crescente, investendo in un ristretto gruppo di società internazionali leader, caratterizzate da lunghi track record di aumenti di utili e dividendi. La nostra analisi evidenzia un dato significativo: negli ultimi 10 anni i dividendi che abbiamo incassato per il portafoglio Top Analisti hanno contribuito per il 48% della performance complessiva, confermando l'importanza della componente cedole per i risultati di lungo termine. L'aumento della rendita ha evidenziato un andamento costante ogni anno, con crescite stabili indipendentemente dalle oscillazioni di breve termine degli indici azionari. Dopo questi incrementi, il nostro rendimento è attestato ora al 8,6% annuo calcolato sui prezzi di acquisto (yield on cost), e al 3,8% sulle attuali quotazioni di borsa. Per raggiungere questi obiettivi, in questi anni, abbiamo interamente reinvestito tutte le rendite percepite in nuove società ad elevato dividendo, sfruttando il potente effetto leva generato dall'interesse composto. Ipotizzando per i prossimi 10 anni le stesse crescite dei dividendi registrate nell'ultimo decennio, potremmo aspettarci una rendita annua sui prezzi di carico di quasi il 17% annuo nel 2030!

Vediamo ora nel dettaglio le variazioni da apportare ai nostri tre modelli di portafoglio, inclusi nell’abbonamento di Secondo Livello da 19,99 euro mensili sottoscrivibile con carta di credito o bonifico bancario online.

Portafoglio Top Analisti

Descrizione portafoglio Top Analisti: Questo particolare portafoglio è attualmente uno dei più replicati dai nostri abbonati, e racchiude  in un unico modello le raccomandazioni di un pannello di alcuni tra i maggiori analisti e Guru internazionali, presenti nelle migliori classifiche di reddito e performance. Composto attualmente da oltre 60 società internazionali quotate sul Nyse e sul Nasdaq, Top Analisti si è trasformato nel corso degli anni in una vera macchina da reddito, con oltre 250 cedole accreditate ogni anno ai partecipanti e un dividendo incassato in quasi ogni giorno lavorativo dell’anno. Nel file PDF relativo al portafoglio, aggiornato ogni settimana e scaricabile ad inizio report, è indicata la percentuale investita su ogni titolo. In questo modo, ciascun abbonato può replicare il portafoglio con precisione, con importi superiori o inferiori a quelli indicati, semplicemente aumentando o diminuendo le singole quantità da acquistare per ogni titolo con la stessa proporzione suggerita nel modello.

Fondamentali portafoglio Top Analisti: Sulla base delle ultime chiusure di borsa, il  portafoglio presenta un dividendo medio atteso pari al 3,8% annuo. Il price earning medio del portafoglio è pari a 14,4 volte gli utili attesi per il prossimo anno (Forward P/E). Il Pay Out medio è pari allo 0,6. Il Pay Out indica la percentuale dell’utile annuo destinata agli azionisti come dividendo. In generale, preferiamo società che mantengono livelli di Pay Out più contenuti, a garanzia di ulteriori incrementi delle cedole anche per il futuro. Attualmente il portafoglio presenta una rischiosità inferiore al mercato, con un Beta pari a 0,9. Il Beta è una misura del rischio di una azione e misura la variazione attesa del rendimento del titolo per ogni variazione di un punto percentuale del rendimento di mercato. Una azione con un Beta superiore a 1 tende ad amplificare i movimenti di mercato (il titolo è più rischioso del mercato). Al contrario, una azione con Beta compreso tra 0 e 1 tende a muoversi nella stessa direzione del mercato (il titolo è meno rischioso del mercato).

Potenziale portafoglio Top Analisti a 6-12 mesi+28,7% (24,9% target medio analisti +3,8% dividendo medio) secondo le valutazioni medie di 12 analisti internazionali, con un rating medio dei titoli pari a BUY (2,2), in una scala da 1 Strong Buy a 5 Sell. Complessivamente, le 64 società che compongono il nostro modello Top Analisti mostrano un potenziale pari a +24,9% nella rilevazione odierna, a cui si aggiunge un dividendo medio del 3,8% annuo, per un totale di incremento stimato pari +28,7%.

Movimenti di oggi per il portafoglio Top Analisti:


Acquisti: Utilizziamo la disponibilità derivante dalla vendita e dagli ultimi dividendi incassati e acquistiamo oggi 54 azioni PASSA AL LIVELLO 2.

mercoledì 26 febbraio 2020

Analisi storica e importanza dei dividendi - Tutti i ribassi del -3% in una sola seduta dal 1928 ad oggi a Wall Street

indice S&P500
Questa analisi prende spunto da uno studio pubblicato in questi giorni da Ploutos su Seeking Alpha. Dopo il diffondersi del coronavirus in molti paesi del mondo, abbiamo assistito in questi giorni ad un rapido ritorno della volatilità sui mercati internazionali, con la borsa Usa che ha registrato due giorni consecutivi di ribassi superiori al 3% (-3,35% lunedì 24 febbraio e -3,03% martedì 25 febbraio). Il -3,35% registrato lunedì dall'indice S&P500 è stato il peggiore risultato giornaliero degli ultimi due anni (da febbraio 2018). Dopo giorni così difficili risultano utili alcune riflessioni storiche. Quante sedute negative simili ci sono state durante tutta la storia della borsa americana? E che cosa è accaduto nelle sedute successive dopo performance negative dello stesso livello?

Partendo dall'inizio del 1928, ci sono state 23.146 sedute di borsa aperta. La performance di lunedì 24 febbraio 2020 si classifica al livello 235 tra le peggiori (235 su 23.146). Storicamente, circa il 99% di tutte le sedute dal 1928 ad oggi sono state migliori rispetto a lunedì. Complessivamente, ci sono state 326 sessioni con perdite superiori al 3%, con una percentuale dell'1,4% del totale.

Suddividendo questi dati sui 92 anni analizzati si può affermare che sedute negative del 3% si manifestano circa 3,5 volte all'anno (326 sedute / 92 anni). In realtà lo studio mostra che la volatilità tende a ripetersi maggiormente in determinati periodi storici caratterizzati da fasi recessive. Il 43% delle sedute con perdite del 3% si sono concentrate dal 1929 al 1933, mentre dal 2008 al 2009 ci sono state complessivamente 35 giornate a -3%. Dalla parte opposta, dal 1951 al 1972 ci sono state solo 4 sedute con perdite superiori al 3%. In ogni caso, l'andamento di lunedì 24/2 e martedì 25/2 sono da considerarsi eventi molto rari in prospettiva storica.

Osservando sempre la storia, il giorno successivo dopo cali del 3% o superiori il mercato è salito in media di +0,19%, con il 55% delle volte in rialzo e un forte aumento della deviazione standard rispetto alla media storica.

In sintesi, anche se piuttosto rare, queste sedute fanno parte della normalità dei cicli di mercato, specialmente dopo lunghe fasi di crescita come quella attuale quasi ininterrotta da dieci anni. In questo contesto, dal 2012 al 2014, nel 2017 e nel 2019 non si sono mai verificate sedute negative con cali giornalieri del 3% o superiori. I timori per gli impatti economici del coronavirus sono stati la scintilla correttiva per riportare il mercato a valutazioni più prudenti.

Considerando l'intero periodo da gennaio 1928 a febbraio 2020 il mercato azionario ha messo a segno una performance record pari a +18699%, senza considerare i dividendi e +578625% calcolando anche il reinvestimento dei dividendi, con un rendimento pari al 9,874% annuo composto, calcolando anche le innumerevoli sedute negative incluse e confermando le azioni a dividendo come uno degli asset più ricchi nel lungo termine (vedi grafico sotto). 


martedì 25 febbraio 2020

Nuovo BUY a forte sconto - Dividendo 5,1% - Un leader globale nelle reti wireless e dati 5G con elevati potenziali di crescita


Dopo un lungo ciclo di rialzi quasi ininterrotti, con nuovi massimi storici toccati la settimana scorsa, i mercati azionari internazionali sono stati caratterizzati da maggiori ribassi nelle ultime sedute, dovuti ai crescenti timori per i possibili impatti sull'economia globale causati dalla diffusione del Coronavirus in diversi paesi, tra cui l'Italia. L'ondata di perdite è partita in mattinata dall'Asia, per propagarsi in Europa ed infine agli Stati Uniti, con l'indice S&P500 che ha chiuso ieri sera a 3.225,89 punti, in ribasso del 3,35% nella seduta e del 4,2% dalla settimana precedente. Anche se molto rapida e amplificata dal contesto difficile di questi giorni, una correzione era comunque attesa e dovuta, considerati gli eccessi di un mercato azionario che negli ultimi mesi ha macinato record dopo record. Prontamente, ieri mattina in pre apertura di Wall Street, mentre i future sull' S&P500 mostravano già un ribasso di circa 3 punti percentuali, Warren Buffett, considerato uno dei maggiori investitori di successo negli Stati Uniti, rilasciava una intervista alla CNBC dichiarando: 

"La direzione del mercato azionario a cui stiamo assistendo oggi è un bene per noi, considerato che siamo acquirenti netti di azioni nel tempo. La maggior parte dei risparmiatori, dovrebbero desiderare crolli del mercato per acquistare a un prezzo inferiore. Per quanto riguarda specificamente il Coronavirus, non sono uno specialista, ma ritengo che una percentuale molto significativa delle nostre attività sarà comunque interessata. Tuttavia, gli investitori dovrebbero essere più concentrati sul lungo termine, non sul breve termine. Se stai acquistando un'azienda, ed è quello che si fa comprando le azioni, ne avrai la proprietà per i prossimi 10 o 20 anni. La vera domanda da porsi è che cosa può cambiare in 24 ore o 48 ore per le imprese americane in una prospettiva di 10 o 20 anni? Molti titoli del nostro portafoglio sono presenti da decenni. Ciò che possiamo dire è che se i tassi attuali saranno mantenuti nei prossimi decenni e se le aliquote di imposta sulle società resteranno vicine ai livelli bassi di cui godono oggi le aziende, è quasi certo che le azioni nel corso del tempo funzioneranno molto meglio degli strumenti obbligazionari a lungo termine a tasso fisso. Detto questo, bisogna accettare i cicli del mercato. Domani potrà succedere qualsiasi cosa ai prezzi delle azioni. Occasionalmente, si verificheranno importanti cali del mercato, forse del 50% o addirittura maggiori. Detto questo, siamo rialzisti e le vendite sono opportunità di acquisto. Svendite del 3% sul mercato come quella che stiamo vedendo oggi sono quasi innumerevoli nella storia, e alla fine si sono sempre rivelate opportunità. Non riesco a pensare a un 3% di ribasso su cui non avresti dovuto comprare. Come può essere una brutta notizia se non devi vendere? E sicuramente noi non venderemo." 

In questo contesto, i nostri portafogli hanno evidenziato un andamento meno pesante, con il portafoglio Top Analisti che ha segnato una flessione settimanale inferiore del 32% rispetto all'indice, grazie in particolare all'andamento in controtendenza di alcune società e fondi immobiliari presenti nel modello. Prima fra tutte, spicca Deere & Co, quotata sul Nyse con simbolo DE, che la scorsa settimana ha comunicato risultati trimestrali migliori delle attese, registrando un guadagno di +3% nelle ultime cinque sedute, e portando l'utile maturato a +129% dalla data del nostro inserimento in portafoglio. Fondata nel lontano 1837, questa azienda fornisce una ampia gamma di prodotti e servizi per l’agricoltura e per l'impianto e conservazione dei terreni boschivi in tutto il mondo, ed è stata inserita nel Top Analisti in novembre 2011, con una quota pari all'1,8% del portafoglio. Nonostante le performance realizzate e il rialzo di questi giorni, manteniamo il titolo in portafoglio con un rating HOLD come partecipazione chiave in agricoltura, uno dei settori con le crescite previste più elevate per i prossimi anni. 

Approfittando di questa particolare situazione di mercato, continuiamo a privilegiare società con business solidi, caratterizzate da flussi elevati di dividendi e quotazioni scontate, potenzialmente in grado di generare rendite crescenti per i nostri modelli, indipendentemente dall'andamento di breve termine dei mercati azionari. Muovendoci su questa linea, nel report di oggi selezioniamo una importante azienda internazionale operante nel settore della telefonia mobile e dati che, dopo lo storno di ieri, offre alle attuali quotazioni un dividendo record pari al 5,1% annuo abbinato a forti potenziali di crescita nel medio termine, con un target medio per i prossimi 12 mesi pari a +53% sulla base delle valutazioni attuali da parte di sei analisti internazionali, creando una interessante opportunità di investimento che abbina rendita elevata e potenziali capital gain nel medio termine. Vediamo ora nel dettaglio le variazioni da apportare ai nostri tre modelli di portafoglio, inclusi nell’abbonamento di Secondo Livello da 19,99 euro mensili sottoscrivibile con carta di credito o bonifico bancario online.

Portafoglio Top Analisti

Descrizione portafoglio Top Analisti: Questo particolare portafoglio è attualmente uno dei più replicati dai nostri abbonati, e racchiude  in un unico modello le raccomandazioni di un pannello di alcuni tra i maggiori analisti e Guru internazionali, presenti nelle migliori classifiche di reddito e performance. Composto attualmente da oltre 60 società internazionali quotate sul Nyse e sul Nasdaq, Top Analisti si è trasformato nel corso degli anni in una vera macchina da reddito, con oltre 250 cedole accreditate ogni anno ai partecipanti e un dividendo incassato in quasi ogni giorno lavorativo dell’anno. Nel file PDF relativo al portafoglio, aggiornato ogni settimana e scaricabile ad inizio report, è indicata la percentuale investita su ogni titolo. In questo modo, ciascun abbonato può replicare il portafoglio con precisione, con importi superiori o inferiori a quelli indicati, semplicemente aumentando o diminuendo le singole quantità da acquistare per ogni titolo con la stessa proporzione suggerita nel modello.

Fondamentali portafoglio Top Analisti: Sulla base delle ultime chiusure di borsa, il  portafoglio presenta un dividendo medio atteso pari al 3,4% annuo. Il price earning medio del portafoglio è pari a 16,3 volte gli utili attesi per il prossimo anno (Forward P/E). Il Pay Out medio è pari allo 0,7. Il Pay Out indica la percentuale dell’utile annuo destinata agli azionisti come dividendo. In generale, preferiamo società che mantengono livelli di Pay Out più contenuti, a garanzia di ulteriori incrementi delle cedole anche per il futuro. Attualmente il portafoglio presenta una rischiosità inferiore al mercato, con un Beta pari a 0,8. Il Beta è una misura del rischio di una azione e misura la variazione attesa del rendimento del titolo per ogni variazione di un punto percentuale del rendimento di mercato. Una azione con un Beta superiore a 1 tende ad amplificare i movimenti di mercato (il titolo è più rischioso del mercato). Al contrario, una azione con Beta compreso tra 0 e 1 tende a muoversi nella stessa direzione del mercato (il titolo è meno rischioso del mercato).

Potenziale portafoglio Top Analisti a 6-12 mesi+16% (12,6% target medio analisti +3,4% dividendo medio) secondo le valutazioni medie di 12 analisti internazionali, con un rating medio dei titoli pari a BUY (2,2), in una scala da 1 Strong Buy a 5 Sell. Complessivamente, le 64 società che compongono il nostro modello Top Analisti mostrano un potenziale pari a +12,6% nella rilevazione odierna, a cui si aggiunge un dividendo medio del 3,4% annuo, per un totale di incremento stimato pari +13%.

Movimenti di oggi per il portafoglio Top Analisti:


Nuovi acquisti: utilizziamo la liquidità disponibile in portafoglio derivante dagli ultimi dividendi incassati e acquistiamo ulteriori 50 azioni PASSA AL LIVELLO 2, (segue analisi dettagliata della società).

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Nuovo BUY - Dividendo 5,1% - Un leader globale nelle reti wireless e dati 5G ad alta velocità con elevati potenziali di crescita

La società che acquistiamo oggi per il portafoglio negli ultimi anni si è mossa in controtendenza rispetto al mercato. A fronte dei recenti massimi raggiunti dagli indici azionari internazionali, questo titolo quota ancora ad un livello intorno ai minimi degli ultimi 4 anni, con un ribasso di oltre il 40% dal 2016 a fronte di una crescita dell'indice S&P500 pari a +58% nello stesso periodo. Nonostante il parziale recupero delle ultime settimane, questa società rappresenta una interessante e rara opportunità a sconto, caratterizzata da dividendi elevati e forti potenziali di crescita per i prossimi anni. Su queste basi, confermiamo il nostro interesse per questo investimento, con l'obiettivo di mantenere elevata la rendita del nostro portafoglio Top Analisti. 


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Descrizione del business: Fondata nel 1984 ed oltre 90.000 dipendenti, la società tramite le sue controllate, è una delle più grandi compagnie telefoniche wireless al mondo, con servizi attivi di telecomunicazioni in Europa, Africa, Medio Oriente e Asia Pacifico, con cifre record di 650 milioni di clienti abbonati wireless, 20 milioni di clienti di rete fissa e banda larga, e 14 milioni di clienti TV via cavo. È anche uno dei maggiori vettori in termini di numero di paesi principali serviti. L'azienda opera tramite reti dirette wireless in 25 paesi e tramite partnership in altri 44 paesi. In media ogni anno, transitano attraverso il network flussi di dati per 2730 Petabytes (1 Petabyte = 1.000.000 di Gigabytes) Recentemente la società ha acquisito l'operatività per operazioni di TV via cavo e l'accesso alla fibra, sia per proprie installazioni che accessi all'ingrosso, per offrire tutti i servizi a banda larga. In aggiunta, l'azienda sta spingendo sempre più verso servizi convergenti di servizi telefonici wireless e di rete fissa. L'obiettivo dell'azienda è quello di essere il leader globale delle comunicazioni attraverso le connessioni wireless.

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Trend del dividendo: Alle attuali quotazioni di borsa il dividendo attuale è pari al 5,1% annuo, corrisposto in due rate semestrali, a giugno e novembre di ogni anno, uno dei livelli più elevati tra tutti i titoli che compongono il nostro portafoglio Top Analisti.

martedì 18 febbraio 2020

Dividendo 4,6% con 33 anni consecutivi di aumenti per il leader mondiale nel petrolio


La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da nuovi record per i nostri portafogli, sulla scia del buon andamento di Wall Street, con l'indice S&P500 che ha chiuso venerdì scorso a 3.380,16 punti. In particolare, ben 40 titoli appartenenti al nostro modello Top Analisti hanno messo a segno crescite superiori al 2% nelle ultime cinque sedute, facendo segnare una delle migliori settimane degli ultimi due anni. Solamente il settore petrolifero ha continuato a mostrare alcuni segni di debolezza. In questo contesto, approfittando dei prezzi favorevoli degli ultimi giorni, nel report di oggi effettueremo un nuovo investimento su una società internazionale fortemente sottovalutata e leader nel settore petrolifero, utilizzando una parte delle disponibilità liquide presenti nel portafoglio, derivanti dagli ultimi dividendi incassati. Il nuovo acquisto di oggi dovrebbe generare ulteriori 111 dollari annui di rendita annua per il nostro portafoglio Top Analisti, contribuendo al nostro obiettivo di ottenere una rendita finanziaria da dividendi, crescente anno dopo anno, indipendente dall'andamento del mercato azionario nel breve termine. Con il prezzo del petrolio in ribasso di oltre il 16% da inizio 2020 dovuto ai timori di una riduzione della domanda globale in seguito all'epidemia del Coronavirus, le aziende del comparto hanno evidenziato un andamento più debole e in controtendenza rispetto ai nuovi record messi a segno da Wall Street in questi ultimi giorni, creando in alcuni casi interessanti occasioni di acquisto a prezzi che non si vedevano da diversi mesi o in alcuni casi da diversi anni. In particolare, questa società è uno degli investimenti che non dovrebbe mancare in un portafoglio che punti a rendite crescenti ogni anno, abbinate a potenziali capital gain di lungo termine. Con il mercato azionario Usa attestato a nuovi massimi storici, questa azienda petrolifera è una delle rare opportunità di investimento a Wall Street che offre, in aggiunta al ricco dividendo trimestrale, valutazioni scontate e forti potenziali di crescita secondo gli analisti per i prossimi anni. A fronte di un prezzo di borsa attuale pari a 110 dollari per azione, il target medio calcolato da 11 analisti internazionali è pari a 134 dollari, con un potenziale pari a +21,7% , a cui si somma il dividendo pari a +4,6% per un obiettivo complessivo superiore a +25% per i prossimi 12 mesi. In aggiunta al dividendo, la società ha annunciato un ulteriore benefit, varando un maxi Buy Back, con una decisione di acquistare azioni proprie sul mercato per 5 miliardi di dollari nel 2020, iniziativa che dovrebbe ridurre la base azionaria disponibile con conseguente beneficio per gli azionisti. Vediamo ora nel dettaglio le variazioni da apportare ai nostri tre modelli di portafoglio, inclusi nell’abbonamento di Secondo Livello da 19,99 euro mensili sottoscrivibile con carta di credito o bonifico bancario online.

Portafoglio Top Analisti

Descrizione portafoglio Top Analisti: Questo particolare portafoglio è attualmente uno dei più replicati dai nostri abbonati, e racchiude  in un unico modello le raccomandazioni di un pannello di alcuni tra i maggiori analisti e Guru internazionali, presenti nelle migliori classifiche di reddito e performance. Composto attualmente da oltre 60 società internazionali quotate sul Nyse e sul Nasdaq, Top Analisti si è trasformato nel corso degli anni in una vera macchina da reddito, con oltre 250 cedole accreditate ogni anno ai partecipanti e un dividendo incassato in quasi ogni giorno lavorativo dell’anno. Nel file PDF relativo al portafoglio, aggiornato ogni settimana e scaricabile ad inizio report, è indicata la percentuale investita su ogni titolo. In questo modo, ciascun abbonato può replicare il portafoglio con precisione, con importi superiori o inferiori a quelli indicati, semplicemente aumentando o diminuendo le singole quantità da acquistare per ogni titolo con la stessa proporzione suggerita nel modello.

Fondamentali portafoglio Top Analisti: Sulla base delle ultime chiusure di borsa, il  portafoglio presenta un dividendo medio atteso pari al 3,4% annuo. Il price earning medio del portafoglio è pari a 16,3 volte gli utili attesi per il prossimo anno (Forward P/E). Il Pay Out medio è pari allo 0,7. Il Pay Out indica la percentuale dell’utile annuo destinata agli azionisti come dividendo. In generale, preferiamo società che mantengono livelli di Pay Out più contenuti, a garanzia di ulteriori incrementi delle cedole anche per il futuro. Attualmente il portafoglio presenta una rischiosità inferiore al mercato, con un Beta pari a 0,8. Il Beta è una misura del rischio di una azione e misura la variazione attesa del rendimento del titolo per ogni variazione di un punto percentuale del rendimento di mercato. Una azione con un Beta superiore a 1 tende ad amplificare i movimenti di mercato (il titolo è più rischioso del mercato). Al contrario, una azione con Beta compreso tra 0 e 1 tende a muoversi nella stessa direzione del mercato (il titolo è meno rischioso del mercato).

Potenziale portafoglio Top Analisti a 6-12 mesi+12,1% (8,7% target medio analisti +3,4% dividendo medio) secondo le valutazioni medie di 12 analisti internazionali, con un rating medio dei titoli pari a BUY (2,2), in una scala da 1 Strong Buy a 5 Sell. Complessivamente, le 64 società che compongono il nostro modello Top Analisti mostrano un potenziale pari a +8,7% nella rilevazione odierna, a cui si aggiunge un dividendo medio del 3,4% annuo, per un totale di incremento stimato pari +12,1%.

Movimenti di oggi per il portafoglio Top Analisti:


Nuovi acquisti: PASSA AL LIVELLO 2

Dividendo 4,6% con 33 anni consecutivi di aumenti per il leader mondiale nel petrolio

Motivazioni di acquisto: Come annunciato ad inizio report, approfittando dei prezzi particolarmente appetibili di questi giorni, acquistiamo oggi ulteriori 22 azioni di questa società dei record, con una lunga storia di crescite dei dividendi e performance record in borsa. Il titolo fa già parte del nostro modello Top Analisti da diversi anni, con il primo investimento che risale ad oltre 10 anni fa. Si tratta di una delle partecipazioni del portafoglio che vanta la permanenza più lunga, confermando la nostra preferenza per aziende caratterizzate da costanti incrementi dei dividendi. Dal primo acquisto del 2019, il dividendo è cresciuto di oltre il 60% , confermando questa azienda come una delle più potenti macchine da reddito per il nostro modello. 

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Descrizione del business: Fondata nel 1879 ed oltre 48.000 dipendenti, questa società si occupa di energia integrata, prodotti chimici e operazioni petrolifere in tutto il mondo. L'azienda opera in due segmenti, Upstream e Downstream. Il segmento Upstream si occupa di ricerca, esplorazione, sviluppo e produzione di petrolio greggio e gas naturale, trattamento, liquefazione, trasporto e rigassificazione di gas naturale liquido, trasporto di petrolio greggio attraverso condutture, e trasporto, stoccaggio e commercializzazione di gas naturale. Il segmento Downstream si impegna nella raffinazione del petrolio greggio in prodotti petroliferi, commercializzazione di petrolio greggio e prodotti raffinati, trasporto di petrolio greggio e prodotti raffinati attraverso condutture, navi e vagoni ferroviari, produzione e commercializzazione di prodotti petrolchimici di base, additivi per carburanti e lubrificanti, nonché materie plastiche per usi industriali. La società si occupa anche di attività collaterali, come gestione della liquidità, finanziamento del debito, operazioni assicurative, attività immobiliari e tecnologiche.

SCARICA una presentazione agli investitori febbraio 2019 cliccando PASSA AL LIVELLO 2

Trend del dividendo: La società vanta un importante primato nei confronti dei suoi azionisti, con aumenti del dividendo per 33 anni consecutivi. Il dividendo attuale è pari al 4,6% annuo, appena incrementato di +8,4% già a partire dalla cedola trimestrale in pagamento il prossimo 9 marzo 2020 agli azionisti iscritti a libro soci il 13 febbraio scorso, con un Pay Out pari al 67%. Il Pay Out indica la percentuale dell’utile annuo destinata agli azionisti come dividendo. In generale, sono da preferire società che mantengono livelli di Pay Out più contenuti, a garanzia di stabilità delle cedole anche per il futuro. Negli ultimi 10 anni il tasso di crescita del dividendo è stato pari al 5,9% annuo composto. Ipotizzando per il futuro gli stessi tassi di crescita conseguiti nell’ultimo decennio, tra dieci anni il dividendo potrebbe già attestarsi al 8% per raggiungere il 14% annuo tra 20 anni.

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Trend storico degli utili e previsioni: Negli ultimi 5 anni la società ha incrementato gli utili con una crescita media del 13,4% annuo composto. Per i prossimi 5 anni gli analisti stimano una crescita annua composta degli utili pari al 5% annuo.

martedì 11 febbraio 2020

Maxi dividendo 11,5% e target superiore al 30% - Nuovo BUY ad elevata rendita per il portafoglio

Dividendo 11,5% e target superiore al 30% - Nuovo BUY ad elevata rendita per il portafoglio nel comparto dei servizi. Nel report di oggi pubblichiamo il nuovo aggiornamento mensile del nostro popolare portafoglio Top Dividend, composto da dieci società Usa selezionate con particolari criteri di ricerca e revisione tra quelle con i dividendi più elevati. 

Dopo l'aggiornamento di martedì scorso, che includeva l'analisi dei modelli Top Analisti ed ETF Italia, l'edizione di oggi è interamente dedicata al nostro portafoglio Top Dividend, il popolare modello che si compone di dieci titoli quotati a Wall Street caratterizzati da dividendi più elevati e superiori alla media di mercato. Nonostante il forte rimbalzo della scorsa settimana da parte degli indici azionari americani, attestati su nuovi massimi assoluti, la rendita da dividendi del nostro portafoglio Top Dividend ha messo a segno un ulteriore miglioramento, passando dal 9,2% di gennaio al 9,3% annuo della rilevazione di oggi. Si tratta di un livello particolarmente elevato e sensibilmente superiore rispetto al 1,8% medio dell'indice S&P500, che raggruppa le 500 aziende maggiormente capitalizzate negli Stati Uniti. Il risultato è ancora più evidente, considerato che sette aziende tra le dieci che compongono il portafoglio di oggi appartengono proprio al paniere S&P500, confermando la vocazione ad alto rendimento del modello. 

Nell'ultima revisione del portafoglio del 14 gennaio scorso avevamo acquistato, ad un prezzo di borsa pari a 30,79 dollari per azione, ulteriori 80 azioni Iron Mountain Incorporated, quotato sul Nyse con simbolo IRM, dividendo 7,8% e buoni potenziali di crescita sulla base delle valutazioni degli analisti internazionali da noi monitorati. Contestualmente all'acquisto, avevamo venduto 40 azioni Altria Group quotata sul Nyse con simbolo MO ad un prezzo di 50,70 dollari per azione. Il risultato è stato premiante e la tempistica si è dimostrata corretta. Oggi, a distanza di un mese Iron Mountain (il titolo acquistato) quota a 31,83 dollari, con un progresso pari a +3,3%, mentre Altria Group (il titolo venduto) quota a 46,22, con un ribasso di -8,8% dopo la nostra vendita. Questa revisione di portafoglio ci ha permesso di migliorare ulteriormente la rendita da dividendi generata dal Top Dividend. Oggi, approfittando dei guadagni ottenuti, preferiamo realizzare la plusvalenza di breve termine su Iron Mountain, vendendo le 80 azioni acquistate a gennaio e utilizzare il ricavato per aumentare l'esposizione su un nuovo fondo immobiliare che offre un dividendo record pari a 11,5% annuo e un potenziale di incremento medio pari a +37% per i prossimi 12 mesi, secondo le stime del pannello di analisti da noi monitorati. Con oltre 23.000 dipendenti questa azienda è il primo fondo di investimento immobiliare (REIT) quotato, completamente integrato e specializzato nella progettazione, finanziamento, sviluppo e gestione di strutture di detenzione, centri di correzione e rieducazione per conto dei governi di Stati Uniti, Australia, Sudafrica, e il Regno Unito, che preferiscono dare in gestione esterna a privati questi servizi. Questo fondo è un fornitore leader di servizi di riabilitazione dei detenuti, supporto post-rilascio, e programmi basati sul monitoraggio elettronico.

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Le attività in tutto il mondo comprendono la proprietà e la gestione di 130 strutture detentive, compresi i progetti in fase di sviluppo, per un totale di circa 96.000 posti letto, per conto di organizzazioni pubbliche e governative. Trattandosi di servizi destinati al settore pubblico, i ricavi di questa società sono più stabili e meno collegati all'andamento del ciclo economico. Su queste basi,i fatturati annui sono stati caratterizzati da crescite costanti negli ultimi 15 anni, come si evidenzia dalla tabella sotto (fonte Macrotrends).

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A fronte di target e dividendi maggiori, la volatilità di questo titolo in borsa è risultata più elevata in borsa negli ultimi anni, con un Beta pari a 1,2, ed una rischiosità superiore del 20% rispetto al mercato. Dal 29 luglio 1994 ad oggi il titolo ha messo a segno una performance record pari a +1547%, escluso i dividendi, oltre il doppio rispetto al +626% dell'indice S&P500 nello stesso periodo. Nonostante la forte crescita, il titolo quota oggi ad un livello inferiore di quasi il 50% rispetto ai massimi toccati in aprile 2017, creando una interessante finestra di ingresso a prezzi scontati (fonte Morningstar). In aggiunta, mercoledì 12 febbraio la società diffonderà i risultati trimestrali, che come spesso accade potrebbero causare maggiori oscillazioni del titolo in borsa nel breve termine, al rialzo o ribasso, a seconda dei dati, superiori o inferiori rispetto al consenso. Per questa ragione, rafforziamo l'investimento su questa società esclusivamente in abbinamento alle altre nove aziende del portafoglio, fino ad un massimo del 10% del modello.

martedì 4 febbraio 2020

Dividendo 5,8% annuo e quotazioni a sconto per un leader mondiale nel settore farmaceutico


La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da un andamento debole, sulla scia dei timori per un rallentamento globale a causa degli effetti del corona virus, che sta causando il blocco delle attività in molti settori chiave dell'economia cinese. Nonostante la correzione, diverse società internazionali si sono mosse in controtendenza, dopo la diffusione dei dati trimestrali superiori alle attese. In particolare, registriamo il progresso dell'ultima settimana di Colgate-Palmolive, quotata sul Nyse con simbolo CL, in rialzo venerdì scorso di +6,2% dopo i brillanti risultati del quarto trimestre. La società vanta un lungo track record di 56 anni consecutivi di aumento dei dividendi ed è presente da tempo nel nostro portafoglio Top Analisti. Altre due società tecnologiche appartenenti al portafoglio si sono distinte per i progressi delle ultime sedute. Si tratta di Microsoft, quotata sul Nasdaq con simbolo MSFT, +2,6% da venerdì scorso ed IBM, quotata sul Nyse con simbolo IBM, in rialzo di +1,7%. Microsoft vanta un track record di 18 anni di crescite dei dividendi ed IBM detiene un primato ancora più lungo, con 24 anni consecutivi di crescite dei dividendi. Manteniamo le tre società nel modello con un rating Hold. In un contesto di maggiore incertezza di breve termine, registriamo nuovamente un miglioramento dei rating da parte degli analisti internazionali su diverse società monitorate. Dopo mesi di stallo nelle valutazioni, dovute alle quotazioni elevate dei principali indici azionari internazionali, stiamo registrando un aumento significativo delle società che stanno ricevendo il rating massimo, pari a cinque stelle da parte di Morningstar, confermando che si ricomincia ad identificare valore in diversi comparti del mercato. In particolare, in questi ultimi giorni si stanno mettendo in luce valutazioni a forte sconto su alcune importanti multinazionali del settore farmaceutico, con rapporti di price earning (prezzo utili) favorevoli e dividendi attestati ai massimi livelli di mercato. In questo contesto, nel report di oggi analizziamo nel dettaglio una importante azienda del settore, che offre un dividendo record pari a 5,8% annuo, contro una media storica oscillante da un minimo del 2,4% nei momenti di maggiore sopravvalutazione del titolo ad un minimo del 4,5% nei momenti di maggiore sottovalutazione. In sintesi, il dividendo attuale supera di gran lunga i livelli massimi raggiunti in passato dalla società nei momenti in cui il titolo evidenziava i momenti migliori per l'acquisto. Il dividendo elevato si abbina ad un price earning attuale pari a sole 8,5 volte gli utili attesi per il 2020, ed una performance maturata pari a +137% dal 2013, data del suo ingresso in portafoglio. Nella seconda parte del report, analizziamo nel dettaglio un particolare ETF obbligazionario che investe al 100% in titoli di stato dei paesi emergenti e che offre una ricca rendita annua da dividendo vicina al 6%, particolarmente appetibile considerando la ritenuta fiscale ridotta (12,5%) prevista per i titoli pubblici. 

Analizziamo ora i dividendi percepiti a gennaio per il nostro portafoglio Top Analisti. Nel mese appena trascorso abbiamo percepito 26 dividendi, per un controvalore pari a 5.263 dollari, portando il totale complessivo degli ultimi 12 mesi (febbraio 2019 - gennaio 2020) a 58.508 dollari, in aumento di +8% rispetto ai 54.402 dollari percepiti nel 2018, e di +103% rispetto ai 28.771 dollari incassati nel 2010, senza apporti di nuova liquidità nel periodo e reinvestendo esclusivamente i dividendi percepiti. Questo dato conferma il forte trend di crescita cedolare per il modello in atto già da diversi anni, in linea con i nostri obiettivi di produrre nel tempo una rendita passiva crescente, investendo in un ristretto gruppo di società internazionali leader, caratterizzate da lunghi track record di aumenti di utili e dividendi. La nostra analisi evidenzia un dato significativo: negli ultimi 10 anni i dividendi che abbiamo incassato per il portafoglio Top Analisti hanno contribuito per il 44% della performance complessiva, confermando l'importanza della componente cedole per i risultati di lungo termine. L'aumento della rendita ha evidenziato un andamento costante ogni anno, con crescite stabili indipendentemente dalle oscillazioni di breve termine degli indici azionari. Dopo questi incrementi, il nostro rendimento è attestato ora al 8,5% annuo calcolato sui prezzi di acquisto (yield on cost), e al 3,3% sulle attuali quotazioni di borsa. Per raggiungere questi obiettivi, in questi anni, abbiamo interamente reinvestito tutte le rendite percepite in nuove società ad elevato dividendo, sfruttando il potente effetto leva generato dall'interesse composto. Ipotizzando per i prossimi 10 anni le stesse crescite dei dividendi registrate nell'ultimo decennio, potremmo aspettarci una rendita annua sui prezzi di carico di quasi il 17% annuo nel 2030!

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Vediamo ora nel dettaglio le variazioni da apportare ai nostri tre modelli di portafoglio, inclusi nell’abbonamento di Secondo Livello da 19,99 euro mensili sottoscrivibile con carta di credito o bonifico bancario online.

Portafoglio Top Analisti

Descrizione portafoglio Top Analisti: Questo particolare portafoglio è attualmente uno dei più replicati dai nostri abbonati, e racchiude  in un unico modello le raccomandazioni di un pannello di alcuni tra i maggiori analisti e Guru internazionali, presenti nelle migliori classifiche di reddito e performance. Composto attualmente da oltre 60 società internazionali quotate sul Nyse e sul Nasdaq, Top Analisti si è trasformato nel corso degli anni in una vera macchina da reddito, con oltre 250 cedole accreditate ogni anno ai partecipanti e un dividendo incassato in quasi ogni giorno lavorativo dell’anno. Nel file PDF relativo al portafoglio, aggiornato ogni settimana e scaricabile ad inizio report, è indicata la percentuale investita su ogni titolo. In questo modo, ciascun abbonato può replicare il portafoglio con precisione, con importi superiori o inferiori a quelli indicati, semplicemente aumentando o diminuendo le singole quantità da acquistare per ogni titolo con la stessa proporzione suggerita nel modello.

Fondamentali portafoglio Top Analisti: Sulla base delle ultime chiusure di borsa, il  portafoglio presenta un dividendo medio atteso pari al 3,4% annuo. Il price earning medio del portafoglio è pari a 15,9 volte gli utili attesi per il prossimo anno (Forward P/E). Il Pay Out medio è pari allo 0,8. Il Pay Out indica la percentuale dell’utile annuo destinata agli azionisti come dividendo. In generale, preferiamo società che mantengono livelli di Pay Out più contenuti, a garanzia di ulteriori incrementi delle cedole anche per il futuro. Attualmente il portafoglio presenta una rischiosità inferiore al mercato, con un Beta pari a 0,8. Il Beta è una misura del rischio di una azione e misura la variazione attesa del rendimento del titolo per ogni variazione di un punto percentuale del rendimento di mercato. Una azione con un Beta superiore a 1 tende ad amplificare i movimenti di mercato (il titolo è più rischioso del mercato). Al contrario, una azione con Beta compreso tra 0 e 1 tende a muoversi nella stessa direzione del mercato (il titolo è meno rischioso del mercato).

Potenziale portafoglio Top Analisti a 6-12 mesi+15,1% (11,7% target medio analisti +3,4% dividendo medio) secondo le valutazioni medie di 12 analisti internazionali, con un rating medio dei titoli pari a BUY (2,2), in una scala da 1 Strong Buy a 5 Sell. Complessivamente, le 64 società che compongono il nostro modello Top Analisti mostrano un potenziale pari a +11,7% nella rilevazione odierna, a cui si aggiunge un dividendo medio del 3,4% annuo, per un totale di incremento stimato pari +15,1%.

Movimenti di oggi per il portafoglio Top Analisti:


Nuovi acquisti: PASSA AL LIVELLO 2 (settore farmaceutico, potenziale +25% e dividendo 5,8%), presente attualmente nel Top Analisti con un controvalore pari a 500 azioni per un totale pari al 2,8% del portafoglio. Segue analisi dettagliata del titolo.

Dividendo 5,8% annuo e quotazioni a sconto per un leader mondiale nel settore farmaceutico

Descrizione del business: Fondata nel 2012 ed oltre 30.000 dipendenti, questa società opera in 170 paesi del mondo nel settore biofarmaceutico, con una vasta gamma di farmaci di ultima generazione, in grado di aiutare le persone a gestire alcune delle più gravi malattie, quali artrite reumatoide, epatite C, psoriasi, morbo di Crohn e per la cura di patologie in settori quali immunologia, oncologia, malattie renali croniche e salute delle donne. I timori per la possibile concorrenza da parte dei farmaci generici, in relazione alla scadenza imminente dei brevetti su alcuni farmaci chiave prodotti dalla società, hanno indebolito il titolo, che quota ora ad un livello inferiore del 30% rispetto ai massimi segnati a febbraio 2018. Nonostante questi aspetti, la società resta una delle più interessanti del settore in prospettiva futura e diversi analisti da noi monitorati assegnano potenziali elevati e crescite di utili superiori al comparto per i prossimi anni.

Trend storico degli utili e previsioni: Negli ultimi 5 anni la società ha incrementato gli utili ad un tasso record pari a +21,9% annuo. Per i prossimi 5 anni gli analisti stimano una crescita annua composta degli utili pari al 3,6% annuo.